Patrícia Sasportes

MArt

ascoltami
che il giorno ti sia terso e
a ogni angolo di luce tu possa trovare
alimento sufficiente per la tua morte

va’ dove nessuno ti possa parlare
o riconoscere – va’ per questo campo
di crateri estinti – va’ per questa porta
d’acqua vasta quanto la notte

  Al Berto, Horto de Incêndio

 
Questa scuola è nata a Roma, in un piccolo quaderno nero su cui ho abbozzato i primi tratti di quel che avrebbe potuto essere un progetto di questo tipo. Avere una scuola era un un vecchio sogno, forse un desiderio infantile per colmare una lacuna nel sistema scolastico che già all’epoca consideravo umanamente inaccessibile a molti di quelli che lo frequentavano.

Ho parlato con l’artista Paulo Brighenti a riguardo dell’ipotesi di creare un corso di pittura e alla fine del nostro primo incontro abbiamo deciso di aprire una scuola. Paulo portava con sé la conoscenza dell’ambiente artistico, una lunga esperienza di insegnamento e la voglia di creare un progetto che potesse aggiungere qualcosa all’ambiente accademico. Io avevo la leggerezza dei 23 anni, un legame familiare con l’arte moderna e una grande voglia di fare.

Nella squadra iniziale sono passati vari collaboratori ai quali abbiamo dato spazio per la costruzione di quella che avrebbe potuto essere una proposta pedagogica. Sono rimasti con noi André Almeida e Sousa e Ana Natividade, che hanno aiutato a costruire la MArt, nell’ambiente artistico portoghese e in piena crisi economica.

Attualmente la squadra è costituita anche da Carolina Sasportes, Miguel Ferrão, Francisca Carvalho, Mariana Dias Coutinho, Filipa Pestana Rocha, Matilde Torres Pereira e Carlos Ribeiro. Il nostro lavoro risulta dalla combinazione di problemi terribilmente mondani e da compiti assolutamente impossibili. Questi compiti sono quelli che ci proponiamo con ambizione, fiducia reciproca e un po’ di follia.

Forse grazie a una squadra nucleare così unita e dedicata, la MArt sembra immune alle circostanze che ha intorno. Abbiamo iniziato la MArt al n. 12 di Rua Rosa Araújo e ci siamo trasferiti nel padiglione delle officine della Scuola Media 2/3 Manuel da Maia nel quartiere di Campo de Ourique, nel 2017. Questa è una scuola TEIP (Territórios Educativos de Intervenção Prioritária [Territori educativi di intervento prioritario]) in cui la maggior parte degli studenti, originari dei quartieri della valle di Alcântara, sono a rischio di esclusione sociale. Quest’anno stiamo lavorando con otto classi, e i rispettivi professori, sulla poesia di Sophia de Mello Breyner Andresen, come istituzione associata alle commemorazioni del centenario della poetessa.

Quando ci siamo trasferiti nelle officine della scuola Manuel da Maia, abbiamo ricostruito la scuola, abbiamo superato tutte le nostre capacità di lavoro e siamo finiti a ricostruire noi stessi. Questo trasferimento ha coinciso con l’invito di Federico Bertolazzi a lavorare sulle poesie di Orto di incendio, di Al Berto.

La nostra proposta curricolare si basa su tre livelli, con corsi di Disegno, Pittura, Incisione e Ceramica e il programma di Residenze d’Artista. Al primo livello promuoviamo l’insegnamento delle tecniche e l’uso dei differenti materiali, al secondo livello, lo sviluppo di un proprio linguaggio e di un corpo di lavoro personale e autonomo, e, al terzo livello, il lavoro autoriale in atelier e la sua relazione con l’ambiente artistico. Il metodo pedagogico della MArt si basa su un’orizzontalità a livello di insegnamento che riunisce nello stesso spazio, entusiasticamente, professionisti e no, che si contaminano gli uni agli altri e che ci aiutano nel lavoro con gli studenti della scuola Manuel da Maia.

Il laboratorio di incisione si chiama sem escrúpulos [senza scrupoli] ed è un luogo di culto della MArt. Ana Natividade è così generosa nel modo in cui si dà al suo lavoro che gli artisti finiscono per lavorare con lei invece di lavorare semplicemente in un laboratorio di incisione. Negli ultimi due anni ci sono sempre state persone che entravano e uscivano per lavorare a questa mostra, mescolandosi nei corridoi con la squadra MArt, con gli artisti residenti, con i nostri studenti e con quelli della Manuel da Maia.

Per questo, il nostro primo ringraziamento va a Ana che ha avuto il difficilissimo compito di conciliare orari, agende e lavoro di 26 artisti, rendendo veramente possibile l’impossibile. Senza la sua appassionata dedizione e resilienza non avremmo realizzato questo progetto di cui siamo così orgogliosi. Grazie davvero Ana.

Vogliamo anche esprimere la nostra enorme gratitudine a tutti gli artisti che si sono imbarcati con noi in questa avventura per il loro entusiasmo, dedizione e generosità. Crediamo di essere di fronte a un lavoro d’eccezione.

Esprimiamo il nostro sincero ringraziamento a tutti quelli che hanno collaborato e sostenuto la realizzazione di questa esposizione.

A cominciare dalla Cattedra Agustina Bessa-Luís – Dipartimento di studi letterari, filosofici e di storia dell’arte – Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nella persona di Federico Bertolazzi, che ci ha lanciato questa sfida, accompagnando tutto il processo con enorme energia e ottimismo. Lo accusiamo dell’irresponsabilità che ha scatenato tutta la dinamica che ci ha portato fin qui!

All’Istituto Centrale per la Grafica che accoglie questa mostra con la consueta professionalità e l’esigente entusiasmo con cui abbiamo imparato molto. Alla dott.ssa Antonella Fusco il nostro più sincero ringraziamento.

Alla dott.ssa Emília Ferreira che ci ha invitati ad allargare l’orizzonte di questo viaggio, promuovendo una mostra a Lisbona, nel Museu Nacional de Arte Contemporânea do Chiado.

Ai nostri patrocinatori, sostegni fondamentali nella concretizzazione di un progetto di questa natura, il Camões Instituto da Cooperação e da Língua e la Fondazione Calouste Gulbenkian.

Ai sostegni istituzionali, l’Ambasciata del Portogallo in Italia; l’Associazione Italiana di Studi Portoghesi e Brasiliani.

Agli editori italiani e portoghesi Passigli e Assírio e Alvim.

Alla Superficie Pictórica, al Ponto das Artes e all’Universitalia che ci hanno sostenuto nella produzione.