Federico Bertolazzi

Orto di Incendio

La mostra Orto di Incendio è un omaggio libero e appassionato a un poeta che ha segnato fortemente la scena letteraria e artistica del suo paese. Al Berto, poeta che a Bruxelles aveva studiato da pittore, è stato una figura di riferimento nel Portogallo degli anni Ottanta e Novanta. Al suo ritorno in patria è riuscito a dare corpo a un’inquietudine condivisa da molti, e le sue parole hanno incarnato una sorta di grido collettivo che, partendo dalle viscere dell’essere, ha osato ergersi contro la morte. Le sue allegrie e le sue inquietudini, le sue ossessioni e le sue speranze, sono scandagliate e percorse con un linguaggio plastico, in cui l’intimità diaristica si apre nel paesaggio stratificato delle immagini dell’anima.

La traduzione del libro che ho curato, in collaborazione con Claudio Trognoni, per l’editrice Passigli, e dal quale la mostra prende il titolo, ha rappresentato il punto di partenza di questo omaggio che ho sentito la necessità di proseguire. Mi sembrava che mancasse, nella presentazione al pubblico italiano di questo poeta, un contesto visivo nel quale inserire le sue parole; per questo ho invitato l’artista Ana Natividade, responsabile del laboratorio di incisione della scuola d’arte MArt, a pensare e coordinare un’evocazione del clima estetico di Al Berto, della sua Stimmung, già che di paesaggio ho parlato. Così è nato il progetto di una mostra collettiva che riunisce i punti di vista di quanti hanno dato il contributo di una lettura per immagini.

Le opere che compongono questa mostra percorrono molti dei sentieri che Al Berto ha tracciato, o indicato, e, fra un silenzio attonito, direi da Angelo Muto (titolo di un suo libro del 1993), e un volto lacerato, in molti modi sono qui declinati i temi, le suggestioni e le atmosfere dell’opera di questo poeta che, senza risparmio, ha consegnato alla vita il suo corpo e la sua anima. A tutti coloro che hanno partecipato e reso possibile la realizzazione di questo lavoro vanno il mio ringraziamento e la mia profonda allegria.